Dove Siamo | Mortara

Mortara (Murtära in dialetto lomellino) è un comune italiano di 15.712 abitanti della provincia di Pavia in Lombardia.

Mortara si trova nella Lomellina centro-settentrionale, nella pianura tra l’Agogna e il Terdoppio.
È attraversata completamente dal torrente Arbogna-Erbognone e dal Cavo Panizzina.

Dista circa 49 km da Milano, 41 km da Pavia, 30 km da Vercelli, 25 km da Novara (6 km dal confine con la provincia di Novara e il Piemonte) e 14 km da Vigevano.

Appartenente inizialmente alla contea di Lomello, nel 1164 Federico I la sottopose al dominio di Pavia, e Mortara divenne sede di podesteria. Passò in seguito sotto il dominio milanese, prima dei Visconti e poi degli Sforza e divenne luogo di caccia e di svago per la corte ducale. Gian Galeazzo Visconti concesse al borgo l’autorizzazione per cambiare il proprio nome in Beldiporto, denominazione che mantenne fino al 1402. Sotto gli Sforza fufeudo personale di Ludovico il Moro.

Caduti gli Sforza nel 1499, divenne signoria di Gian Giacomo Trivulzio e poi di Obicino Caccia; al ritorno degli Sforza, venne infeudata a Matteo Beccaria di San Gaudenzio, che non lasciò discendenza maschile; la signoria fu dunque concessa a Cristina di Danimarca. Dopo essere ritornata libera tra il 1580 e il 1613, sotto il governo spagnolo (1535-1706) Mortara divenne marchesato, attribuito al governatore spagnolo Rodrigo Orozco e rimase in possesso dei suoi discendenti fino al 1706, anno del definitivo affrancamento. In quest’epoca Mortara divenne un’importante piazzaforte a difesa dei confini occidentali del ducato milanese.

Nel 1707 Vittorio Amedeo II di Savoia conquistò Mortara, elevandola al rango di città regia(affrancata dunque dal feudalesimo) e di capoluogo della provincia di Lomellina. Questi importanti cambiamenti vennero ratificati con il trattato di Utrecht nel 1713. La città mantenne questo ruolo fino al 1860, arricchendosi di palazzi e costruzioni ottocentesche quali il Palazzo comunale (1857) ed il Teatro dedicato a Vittorio Emanuele II (1845).

Con l’Unità d’Italia (Decreto Rattazzi del 1859) fu assegnata alla provincia di Pavia come capoluogo del circondario della Lomellina.

Oggi, la città è un moderno centro agricolo: nelle campagne circostanti si coltiva prevalentemente riso e mais. Per l’allevamento, particolare rilevanza ha quello delle oche, la cui carne è utilizzata per il salame d’oca di Mortara I.G.P e per prosciutti e paté di fegato, realizzati da un consorzio che riunisce i salumai cittadini.

Nel settore industriale sono presenti stabilimenti che operano nel settore chimico, dei truciolati e meccanico.

Per quanto riguarda il settore commerciale, sono presenti con i loro punti vendita molte catene di grande distribuzione, tra cui la Bennet. La Sala contrattazione merci di Mortara, è la più importante d’Italia per quanto riguarda la compravendita del riso.

Nella sua storia Mortara è sempre stata un importante nodo stradale e ferroviario.

Il centro è collegato a Milano, Alessandria e Novara mediante le linee ferroviarie Milano – Mortara e Arona – Alessandria, a Casale Monferrato e Asti attraverso la Castagnole – Asti – Mortara, a Pavia e Vercelli mediante la ferrovia Pavia-Mortara-Vercelli.

Le strade principali che attraversano il comune sono la SS494, la SS211 e la SS596.

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